Daniel Camargo Barbosa la “bestia delle Ande”

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Daniel Camargo Barbosa, conosciuto come La bestia delle Ande (Colombia 1930- Quito 1994) è stato un serial killer che uccise almeno 72 giovani donne ma fu sospettato di  150 omicidi.

Barbosa, a partire dal 1958, collezionò una serie di arresti per vari crimini (furto, stupri con una complicità di una donna, mancato possesso di carta d’identità) e poi finì in prigione  nel 1974, dopo aver violentato e ucciso una bambina di 9 anni, Elizabeth Telpes. Riuscì a fuggire roccambolescamente dal carcere colombiano nel 1984 e si rifugiò in Ecuador, dove iniziò la sua serie di violenze e uccisioni ai danni di ragazze verginie almeno 54 stupri e omicidi.

Nel 1986 Barbosa fu arrestato a Quito per l’assassinio di un’altra bambina di 9 anni; possedeva una borsa con i suoi abiti macchiati di sangue. Egli confessò di aver ucciso 71 ragazze dopo la fuga dalla prigione e diede le indicazioni per il ritrovamento dei cadaveri, che però non furono rinvenuti.

Era ossessionato dalla purezza, dal simbolo casto della verginità e come vittime sceglieva sempre bambine o adolescenti. Disprezzava le prostitute simbolo non solo del peccato, ma di malattie ed infermità e le donne adulte, ritenute impure, che hanno già perduto da tempo la castità.

Bibbia in mano, si presentava in strada alle ragazze o alle bambine raccontando di essere straniero e di cercare il pastore di una chiesa evangelica. Chiedeva aiuto perché lo accompagnassero alla ricerca del fantomatico predicatore promettendo in cambio una  piccola ricompensa.

Portate in zone boschive e isolat le stuprava e strangolava e se opponevano troppa resistenza le accoltellava con un machete. La morte è un attimo unico ed irripetibile, dirà più tardi alla polizia e per questo Camargo cercava sempre di memorizzarne ogni dettaglio. Era attratto dai volti angelici, dal pianto, dalle implorazioni delle ragazze e dall’essere padrone del loro destino. Per avere sempre presente quei momenti irrepetibili, portava con sè i ricordi delle ragazze uccise: anelli, collanine, capi di abbigliamento, ogni piccola cosa che potevano ricollegare il suo gesto assassino ad una determinata vittima.

Finito il rituale, Camargo smembrava  i corpi a colpi di machete per depistare gli inquirenti poi si orinava sulle mani per lavarsi del sangue e si cambiava la camicia. Sguiva sempre i soliti gesti.

Barbosa aveva un Q.I. di 116, era misogino e soffriva di sadismo. Magro, di bassa statura, il volto scavato, perenne sigaretta tra le dita, instancabile lettore venne definito una persona brillante, con una cultura al di sopra della media, che oltre allo spagnolo parlava inglese e portoghese.

Barbosa fu condannato nel 1989 a soli 16 anni di carcere, che era il massimo della pena prevista nell’Ecuador, e incarcerato con il serial killer Pedro Alonso Lopez (scarcerato nel 1998 dopo avere commesso tra i 110 e gli oltre 350 omicidi). La Bestia delle Ande fu uccisa con otto pugnalate nel 1994 in carcere dal cugino di una delle vittime, Giovanny Arcesio Noguera Jaramillo.

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