Chiare, fresche e dolci acque

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Francesco Petrarca nacque ad Arezzo nel 1304 e mori ad Arquà nel 1374. Fu uno scrittore, poeta e filosofo italiano considerato il fondatore dell’umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana, soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere emblema di eccellenza stilistica.

Chiare, fresche e dolci acque è la canzone più celebre ed è la numero 126 del Canzoniere. Questa canzone è forse il componimento più innovativo dell’autore, fondatore della poesia moderna sia per la sua sostanza psicologica, sia per il suo senso del paesaggio.  Un ulteriore aspetto di modernità è la dialettica tra piani temporali: piano della memoria e piano del presente in cui avviene l’atto di memoria.

Amore e morte risultano saldamente intrecciati, come spesso nei Rerum vulgarium fragmenta: il poeta prefigura la propria fine e immagina che Laura faccia visita alla sua tomba, emettendo un sospiro tale che, per grazia divina, possa finalmente restituire all’amante l’agognata pace.

E’ una canzone-manifesto: il luogo descritto da Petrarca rispecchia la chiarezza e la trasparenza espressiva della lingua nel rappresentare la complessità psicologica del poeta.

Il paesaggio è un’estensione della psicologia del soggetto, che proietta sul paesaggio  il fantasma dell’amata Laura. Negli ultimi tre versi di congedo, Petrarca si rivolge direttamente al componimento, invitandolo ad uscire tra la gente.

Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fiancho colonna;
herba et fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole extreme…….:::::::::::

6 pensieri su “Chiare, fresche e dolci acque

  1. In Petrarca si vedono le sfumature medioevali, un po’ come in Dante e Boccaccio ma anche una prospettiva che va verso il post Medioevo, tipo Umanesimo e tutto quello che precede l’Età Moderna.

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  2. Uno dei miei sonetti preferiti, tratti dal Canzoniere di Petrarca. Mi fa ridere, non lo trovi divertente e autoironico?

    Pace non trovo, et non ò da far guerra;
    e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
    et volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra;
    et nulla stringo, et tutto ‘l mondo abbraccio.

    Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
    né per suo mi riten né scioglie il laccio;
    et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
    né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.

    Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
    et bramo di perir, et cheggio aita;
    et ò in odio me stesso, et amo altrui.

    Pascomi di dolor, piangendo rido;
    egualmente mi spiace morte et vita:
    in questo stato son, donna, per voi.

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