Kandinskij, il cavaliere errante

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Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione sarà in mostra dal 15 marzo al 9 luglio 2017 al Murdec di Milano – Via Tortona, 56.

Omaggio all’artista russo attraverso una rassegna incentrata sulla relazione tra arte e scienza e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva.

Una raccolta di opere provenienti dai più importanti musei russi, di cui alcune mai viste prima nel nostro paese, presenta il percorso di formazione estetica di Kandinskij, con l’obiettivo di consegnare allo spettatore una chiave di lettura per il suo codice simbolico.

Vasilij Vasil’evič Kandinskij nasce a Mosca nel 1866 da genitori tedeschi e russi; la sua famiglia quando lui è ancora bambino si trasferisce a Monaco e in seguito a Odessa. Qui il giovane Kandinskij inizia a prendere lezioni di disegno, piano e violoncello. Dopo una laurea in legge conseguita a Mosca poi, decide di consacrare la propria vita all’arte, dipingendo soggetti fantastici della tradizione popolare russa a fianco di racconti medievali tedeschi. Attraverso una graduale sperimentazione giunge all’astrazione del reale.

8 pensieri su “Kandinskij, il cavaliere errante

    • Anche tu un Sagittario allora!.
      E’ intrigante anche l’analisi che fece sui colori descrivendoli uno a uno ed accostandoli ai suoni degli strumenti musicali:
      – Il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente, di un’irrazionalità cieca; viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara. Il giallo indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso ma si differenzia da quest’ultimo.
      – L’azzurro è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico; è paragonabile al suono di un flauto. Inoltre il blu scuro viene paragonato al suono di un organo. Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell’azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse “ipocondria”. In genere è associato al suono del violoncello.
      – Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. L’energia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba.
      ECC.ecc…..

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