Musofobia

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La paura persistente dei topi si chiama Musofobia (dal Greco Mus, topo). Coloro che ne soffrono provano terrore e ripulsione dinanzi a ratti e topi, ma anche, spesso, in presenza di tutti i roditori. La paura può essere provata persino vedendo una foto o un’immagine in televisione.

I sintomi includono: ansietà, terrore associato a manifestazioni di panico: mancanza di respiro, respiro affannoso, battito cardiaco irregolare, sudorazione, nausea, incapacità di articolare frasi di senso compiuto, secchezza della gola e tremori diffusi.

Spesso la Musofobia è causata da un meccanismo protettivo che si è attivato durante una precedente  esperienza traumatica avuta con dei topi.

La paura esagerata dei topi è stata tradizionalmente attribuita come stereotipo alle donne, in realtà la musofobia riguarda entrambi i sessi. Inoltre una credenza piuttosto diffusa, anche nell’antichità, sostiene che gli elefanti temano i topi.

Una statistica americana riporta che il 73% delle persone intervistate pone fra le prime cinque paure che le attanagliano l’ipotesi, tra l’altro molto improbabile, di essere aggredite da un ratto sgusciato dalla tazza del water sulla quale si è seduti.

L’interpretazione della figura del topo come simbolo sessuale si è protratta fino ai giorni nostri, nei dialetti di moltissime lingue sono ancora presenti numerosi termini riferiti ai topi e aventi una connotazione sessuale. In questi casi l’immagine sembra richiamarsi  ad un’idea tenebrosa e paurosa  del sesso.

Freud ha scritto pagine su questo tema ma ha illustrato anche un’ulteriore e più confortante interpretazione della figura del topolino.

Domanda: quale ulteriore interpretazione della figura del topolino ha dato Freud?

2 pensieri su “Musofobia

  1. Potrebbe rappresentare qualcosa di cui ci vergognamo ma che possiamo imparare ad accettare capendo che alla fine… è solo un topolino! Non credo proprio sia questa la spiegazione di Freud ma a me piace…

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  2. Freud nella versione B lanciò lo stereotipo della persona piccola, indifesa, bisognosa di coccole e di affetto. In effetti quando ci rivolgiamo ad un bambino diciamo “è proprio un topolino” oppure “il mio caro topetto”….Direi che la tua è una via di mezzo!!

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