Olocausto e Shoah

Risultati immagini per olocausto shoah
Risultati immagini per olocausto shoah
 Risultati immagini per olocausto per non dimenticare
Con il termine Olocausto, che deriva dalla lingua greca e significa “tutto(olos) bruciato(kaustos)”, si intende lo sterminio, sistematico e programmato, di circa 15 milioni di persone ritenute “indesiderabili” che fu portato avanti dal regime nazista tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
 La parola Shoah si riferisce invece specificatamente al genocidio ebraico durante il quale morirono circa 6 milioni di ebrei europei, di ogni sesso ed età, appartenenti a qualunque classe sociale.
 Durante il nazismo, quindi, non vennero perseguitati soltanto gli ebrei, ma anche altre persone o gruppi etnici “non ariani”, quindi ritenuti inferiori, inutili e indesiderabili; rientrano nel genocidio nazista gli zingari (Rom e Sinti), i polacchi, alcune popolazioni slave, i disabili, i testimoni di Geova, gli omosessuali, gli oppositori politici e tutti coloro che rappresentavano una minaccia per la purezza della razza ariana.
 Una volta salito al potere Hitler emanò le leggi di Norimberga (1935) con cui gli ebrei tedeschi furono esclusi da ogni aspetto della vita sociale: vennero licenziati dagli impieghi statali, furono costretti a cedere le loro attività economiche e non poterono più praticare la professione medica, l’avvocatura, etc.
 La possibilità di salvezza per gli ebrei si arrestò quando molte nazioni non furono più in grado o non vollero più accogliere i profughi provenienti dalla Germania: paesi come la Francia, l’Inghilterra e Stati Uniti, infatti, inasprirono proprio in quegli anni le leggi sull’immigrazione.

Dopo l’invasione della Polonia, il programma di sterminio subì una svolta crudele: i dirigenti nazisti avviarono il loro piano di sterminio di massa e crearono dei ghetti cioè dei quartieri o delle zone cittadine in cui gli ebrei venivano rinchiusi attraverso l’innalzamento di mura o recinzioni.

Nei ghetti a causa del sovraffollamento, della fame, delle malattie e delle violenze operate dai nazisti il tasso di mortalità fu altissimo. Dal ghetto si passò poi alle deportazioni di massa  e il regime di uccise migliaia di ebrei polacchi in esecuzioni sommarie di indicibile crudeltà.
 Nella famosa “notte dei cristalli”, avvenuta fra il 9 e 10 novembre del 1938 vennero bruciate moltissime sinagoghe, distrutti più di 800 negozi ebraici (per questo si chiama la notte dei cristalli, per le vetrine mandate in frantumi) e furono incendiate numerose abitazioni. In quella notte morirono molti cittadini ebrei e circa 20 mila furono subito deportati nei campi di lavoro.

Il 18 Agosto 1841 fu deciso che tutte le persone di razza ebraica dovevano essere contrassegnate dalla stella gialla di David appuntata sul petto, in modo che fossero immediatamente riconoscibili dalla Gestapo.                                                                                    Nel frattempo venivano costruiti nuovi campi e il più famigerato fu Auschwitz, dove per la prima volta avvennero gassazioni su larga scala e dove venne messo a punto lo Zyklon-B, un gas micidiale che poteva uccidere anche 650 persone alla volta.

Fondamentale fu l’efficientissimo sistema di trasporto ferroviario tedesco: i deportati venivano ammassati su treni-bestiame senza finestrini, rinchiusi per giorni senza acqua ne’ cibo e trasportati prima a Birkenau, un campo di smistamento, e poi ad Auschwitz.
Nel giugno del 1942 iniziarono i rastrellamenti e le deportazioni da paesi come Francia, Belgio, Olanda, verso il campo di sterminio di Auschwitz.
Coloro che non morivano durante il viaggio, una volta giunti al campo, venivano selezionati dai nazisti: coloro che potevano essere utili venivano tatuati e impiegati in lavori durissimi, mentre coloro che non potevano lavorare o perché troppo piccoli o troppo anziani, o perché deboli, malati, etc., venivano subito avviati verso le camere a gas.
Dopo lo sterminio pressoché totale degli ebrei polacchi e tedeschi, i nazisti procedettero con gli ebrei ungheresi, francesi, belgi, greci, italiani, etc. Solo ad Auschwitz vennero uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.
 L‘avanzata sovietica sul fronte orientale costrinse i nazisti a radere al suolo molti campi di concentramento per evitare la liberazione dei prigionieri. I detenuti, se in grado di camminare ed affrontare uno spostamento, vennero costretti alle famigerate “marce della morte“: lunghi e terribili viaggi verso altri campi di sterminio situati più a ovest; i deboli e i malati, invece, venivano uccisi in esecuzioni sommarie o abbandonati a se’ stessi.
Le marce della morte continuarono fino al 7 maggio del 1945 quando l’esercito tedesco si arrese incondizionatamente agli Alleati.
Dopo l’Olocausto molti dei sopravvissuti vennero trasferiti nei campi profughi gestiti dalle forze alleate. Da qui vennero organizzati i trasferimenti verso altri paesi o verso la terra di origine.Tra il 1948 e il 1951 circa 700 mila ebrei emigrarono in Israele, altri negli Stati Uniti o in altre nazioni del mondo.
Domanda: quando chiuse l’ultimo campo profughi?

Giornate FAI di Primavere

Insieme cambiamo l'Italia

Le Giornate Fai di Primavera si svolgeranno il 25 e il 26 marzo 2017 e verrà festeggiato il 25esimo anno dell’iniziativa. In tutta Italia si conteranno centinaia di siti archeologici, chiese, palazzi, ville, castelli, borghi e giardini da poter visitare nelle giornate indicate. Solitamente si tratta di luoghi meno noti e spesso chiusi al pubblico, i quali apriranno le porte al visitatore.

Gli iscritti al Fai e i sostenitori della Fondazione, inoltre, avranno l’accesso con corsie preferenziali, oltre a visite esclusive e la possibilità di prendere parte ad iniziative dedicate.

Tra le novità spicca l’iniziativa del MiBACT che mette a disposizione la visita di 50 borghi storici come Comacchio, Taggia, Caramanico Terme e Rossano Calabro.

Misofonia

Risultati immagini per misofonia

Risultati immagini per misofonia

Risultati immagini per misofonia

Ci sono rumori che, anche se non particolarmente forti, ad alcuni fanno proprio saltare i nervi.

Il ronzio di un apparecchio elettrico, lo sfregamento di mani, una masticazione troppo rumorosa: tutti suoni che alla maggior parte persone risultano indifferenti ma che per qualcuno rappresentano un vero incubo.

La scienza ha trovato una prova a dimostrazione del fatto che tali individui non sono soggetti particolarmente irascibili, ma semplicemente inadatti all’ascolto di certi rumori.

Il disturbo si chiama misofonia (“odio per i suoni”) e secondo lo studio, la scarsa tolleranza a suoni specifici è dovuta a diversi meccanismi interni al cervello. Per dimostrarlo, si sono messe sotto osservazione 42 persone, le quali sono state sottoposte a risonanza magnetica cerebrale mentre ascoltavano tre tipi di suoni: neutri (pioggia, brusio di una stanza affollata, un bollitore…), sgradevoli (il pianto di un bimbo, urla, stridii ecc…) e qui particolari rumori che potrebbero scatenare il disturbo (masticazione rumorosa, respiro pesante ecc…).

Le scansioni delle aree cerebrali durante l’ascolto ha mostrato che nell’ultimo caso gli intolleranti ai rumori non solo hanno aumentato il proprio battito cardiaco e la sudorazione, ma subivano una sorta di “tilt” nelle zone del cervello che elaborano le emozioni (ossia la corteccia cerebrale anteriore). Si è visto inoltre che tali aree erano collegate ad altri parti del cervello in modo diverso rispetto al resto degli individui coinvolti nell’esperimento.

La chiave dunque è proprio in una struttura differente del cervello. Ciò rende la misofonia un disturbo vero e proprio, e non una semplice mania per gente suscettibile.

Domanda:esiste una cura per risolvere il problema?

La chimera

In concomitanza con il primo G7 della Cultura, che si svolgerà a Firenze il 30 e 31 marzo, il bronzo etrusco della Chimera di Arezzo sarà esposto eccezionalmente in Palazzo Vecchio, in Sala Leone X, dove la volle esibire Cosimo I de’ Medici dopo il suo ritrovamento a metà del Cinquecento.

Non sarà ammirata solo dai ministri della Cultura dei sette paesi più industrializzati del mondo, ma anche dai visitatori del Museo di Palazzo Vecchio dal 28 marzo al 27 aprile.

Omero nell’Iliade descrive la bestia terrificante composta di tre nature: di leone, capra e serpente. L’animale, fantasioso intreccio di creature reali, è diventato però  il simbolo di qualcosa di impossibile e di fantastico, andando a incarnare, come ricorda Borges nel suo Manuale di zoologia fantastica, una vana immaginazione o un’idea falsa.

 

 

Nicholas George Winton

Risultati immagini per Nicholas George Winton immagini

Risultati immagini per Nicholas George Winton

Risultati immagini per winton nicholas

Sir Nicholas George Winton  nato a Londra nel 1909 e morto nel 2015 è conosciuto come “lo Schindler britannico”.

Fra il 1938 e il 1939, essendo anche lui di origini ebree, decise di andare a Praga dove salvò 669 bambini ebrei dalla Cecoslovacchia occupata dai  nazisti, organizzando il loro viaggio via treno verso il Regno Unito e trovando loro un alloggio una volta arrivati.

Sette gruppi di bambini riuscirono a lasciare la Cecoslovacchia tramite alcuni treni, mentre la partenza dell’ottavo gruppo era prevista per il 3 settembre 1939. Quel treno non lasciò mai Praga in quanto ebbe inizio proprio durante quel giorno la Seconda Guerra Mondiale e la Germania chiuse le frontiere.

Purtroppo il treno e i 250 bambini scomparvero. Se il treno avesse lasciato Praga solo un giorno prima tutto ciò non sarebbe successo.

La sua azione rimase sconosciuta fino al 1966 quando sua moglie Greta scoprì un vecchio album di ritagli che documentavano i salvataggi. In una commovente manifestazione organizzata a sua insaputa, fu descritta  alla sua presenza e nei particolari  la sua coraggiosa impresa.

Nicholas Winton fu sorpreso che la sua storia fosse rivelata e con commozione constatò che i signori che erano seduti accanto a lui in quella manifestazione  e che poi si alzarono in piedi per salutarlo, erano proprio alcuni di quei bambini, ora adulti, che egli aveva salvato.

Nel 2009 un treno speciale ha lasciato la stazione di Praga con a bordo 22 dei 669 bambini che Winton aveva salvato insieme anche ai loro figli e ai loro nipoti. Questo treno ha percorso la stessa strada del treno che li ha salvati 70 anni prima e, dopo un lungo viaggio, il treno è arrivato alla stazione di Liverpool dove lo stava aspettando Winton, ormai centenario.

Domanda: in quale anno Winton è stato nominato dal governo Eroe britannico dell’Olocausto?

Il pensiero positivo

Risultati immagini per il pensiero positivo aiuta

Il pensiero positivo nasce e si sviluppa come tecnica di modifica e di miglioramento della qualità della vita attraverso l’osservazione e la gestione cosciente dei propri pensieri.

La tecnica principale attraverso cui il pensiero positivo è messo in atto è costituita dalle “affermazioni”, ovvero frasi che contengono in sé le caratteristiche mentali, fisiche e spirituali che l’individuo desidera possedere oppure gli eventi che desidera che accadano.

Vi è la convinzione che il pensiero positivo possa realmente incidere sulla vita delle persone perchè aiuta enormemente ad affrontarla in maniera migliore e più efficace, con la conseguenza di vivere meglio.

Più si è positivi e più è si apprezzati dalle altre persone probabilmente perchè  con pensieri positivi in testa tutto risulta più facile e le azioni sono più convinte efficaci e performanti.

Quando la vita va male tutti esortano ad essere ottimisti ma è necessario anche imparare come fare a pensare positivo.

I suggerimenti che di solito vengono forniti per rendere possibile il come  sviluppare il pensiero positivo nella vita ogni giorno sono:

  • prendere atto che tutto è incastrato nella vita, anche se non sembra, ed avviene sempre per un motivo anche se al momento si colgono solo i lati negativi  la consapevolezza arriva dopo, non serve pretenderla subito. Dopo alcuni giorni, settimane, mesi guardando a ritroso si può notare tutto il positivo che ha portato quell’avvenimento. Per esempio il dolore per un abbandono è compensato dalla successiva conoscenza di una persona più giusta  che renderà più felice. Se non ci fosse stato il rifiuto non ci sarebbe stato l’incontro più importante.
  • pensare a quello che si sta progettando senza fare confronti con altri progetti già andati male o pensare che anche il progetto in corso possa andare male. E’ importante pensare principalmente a quello che si sta facendo in quel preciso momento.C’è  differenza tra automotivarsi pensando all’obbiettivo futuro, rispetto a pensare sempre a quell’avvenimento futuro perchè ciò genera ansia.
  • mettere in relazione, ogni volta che si è giù di morale o il mondo sembra crollare  addosso, l’avvenimento accaduto con la “morte” perchè qualsiasi cosa appena successa è una piccolezza rispetto alla morte.
  • non preoccuparsi perchè vuol dire “occuparsi della situazione prima del tempo”e questo impedisce di vivere il presente. Preoccuparsi toglie una quantità enorme di energie che possono essere incanalate per potenziare altre aree della vita.
  • stabilire obbiettivi futuri automotivanti per “sentirsi in viaggio”, osservare il passato per capire gli errori commessi ed imparare da essi e, come conseguenza di tutto cio’, apprezzare come si è adesso e quello che si possiede ora.
  • continuare a sentirsi in viaggio con degli obbiettivi vuol dire, in fase di realizzazione, sapere dove si sta andando perchè è deprimente non saper dove andare, girovagare sempre intorno e restare fermi mentre tutti gli altri  cambiano.
  • stabilire l’obbiettivo in termine di positività, precisione, misurabilità ed incominciare a perseguirlo in piccole tappe fin da subito.

Domanda: quali sono le altre tecniche usate per rafforzare l’efficacia delle affermazioni ?

Lo/la stalker

Risultati immagini per immagini stalker

Immagine correlata

Risultati immagini per stalker frasi

Lo/la stalker ha l’obiettivo  di voler avere una relazione con una specifica persona che funge da bersaglio ed il pensiero per questa persona diventa ossessivo. Pensa che il proprio valore personale dipenda dall’ottenimento della relazione desiderata e di conseguenza quando l’obiettivo è negato raddoppia gli sforzi per ottenerlo, piuttosto che abbandonarlo  e accettarne il rifiuto.

La frustrazione che prova per la difficoltà ad ottenerla gli fa perdere di vista la possibilità di perseguire un comportamento di ricerca di affinità che sarebbe invece adeguato.

Di solito quando una persona percepisce che è impossibile ottenere una relazione con un partner che la rifiuta abbandona il campo e dirige i suoi sforzi verso un obiettivo alternativo, mentre chi fa stalkink piuttosto che abbandonare, intensifica ulteriormente il suo impegno innescando un comportamento molesto.

Lo/la stalker  prova estrema gioia e felicità se raggiunge l’obiettivo o al contrario prova  tristezza, sofferenza, paura e sensazioni di devastazione.

Un altro aspetto che condiziona il pensiero del molestatore è dato dalla presunzione di fattibilità, ovvero è convinto che prima o poi raggiungerà il loro obiettivo, indipendentemente dalle risposte negative dell’altro.

Quando trova ostacolati aumenta la gelosia, pensa più intensamente alla vittima, a come possederla, a come potersi avvicinare, sorvegliarla e a farle violenza. Dal punto di vista emotivo il rifiuto innesca nel molestatore un insieme di emozioni come paura, rabbia, colpa, vergogna, gelosia e tristezza, che passeranno solo con la conquista della propria vittima.

Il molestatore tende a interpretare in modo distorto le informazioni che gli arrivano dall’esterno attribuendo una valenza positiva al proprio comportamento.

Inoltre qualunque minimo atteggiamento di apertura da parte della persona molestata, viene frainteso e considerato come una volontà di riavvicinamento, ma una volta chiarito che non c’è questa volontà, emerge in modo ancora più forte la rabbia e la frustrazione per non poter possedere la persona desiderata.

Non è semplice modificare questo tipo di pensiero, soprattutto se manca da parte del molestatore la volontà di cambiare e soprattutto di mettere in discussione il proprio agire e le proprie convinzioni.

La vittima appena si rende conto della situazione dovrebbe chiedere aiuto alle autorità competenti, avvalersi di un adeguato sostegno psicologico e coinvolgere persone care e amici nella propria richiesta d’aiuto.

E’ molto importante avere una atteggiamento chiaro di chiusura e di allontanamento dalla persona che molesta, evitando qualsiasi contatto con quest’ultima o con le persone che gli stanno vicine. Questo potrebbe aiutare almeno nelle fasi inziali dando segnali coerenti di rottura ed evitando fraintendimenti.

Domanda: come è traducibile in italiano il termine stalker?

I Pigmei africani

Risultati immagini per bassi Pigmei

Immagine correlata

Risultati immagini per pigmei cannibalismo

I Pigmei sono un gruppo etnico  diffuso in gran parte dell’Africa tropico -equatoriale . Sono  presenti in Camerun, Repubblica Centrafricana, Gabon, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda. Si tratta di comunità composte da pochi individuie il numero totale dei pigmei africani si stima infatti inferiore a 250.000 persone.

Pigmei è però un termine collettivo usato per indicare diversi popoli cacciatori-raccoglitori in quanto si dividono in molti sottogruppi, ognuno dei quali costituisce un popolo a sé, tra i quali ad esempio i Twa, gli Aka, i Baka, i Bamburi e gli Mbuti.

Hanno una statura inferiore ai 150 cm, pelle scura, capelli crespi e  naso schiacciato e gli uomini cacciano con arco e frecce avvelenate e le donne pescano.

Il loro stile di vita è in gran parte basato su una profonda conoscenza dell’ambiente , sugli  usi delle piante a fini curativi o utili per la produzione del veleno. In alcuni casi praticano modesti scambi commerciali con i popoli vicini  come ad esempio i bantu. Lavorano il legno e l’osso ma stranamente non la pietra.

Il legame con le foreste, che curano e venerano, è un elemento centrale della loro identità di popolo. Ogni gruppo ha una sua lingua distinta, ma tutti hanno una parola che li accomuna: jengi, ovvero spirito della foresta.

Sono considerati nomadi-stanziali in quanto ogni tribù , che è composta in genere di poche famiglie, si sposta periodicamente da un accampamento all’altro, sempre rimanendo all’interno di un’area circoscritta.

Credono negli spiriti e in una singolare forma di metempsicosi  che prevede la trasmigrazione dell’anima del morto dentro il corpo di un elefante.

I matrimoni tra pigmei sono di natura esogamica per cui per riequilibrare il rapporto fra donne e uomini all’interno di ogni gruppo sociale, il gruppo ricevente una sposa è tenuto a concederne una a quello offerente.

La sopravvivenza delle comunità pigmee e delle loro tradizioni è minacciata dall’impoverimento ambientale,  dalla deforestazione oltre che dalla difficoltà di integrazione nella società africana moderna.

Il dio supremo della loro religione tradizionale, Kvum, viene descritto come il creatore e signore di tutte le cose, comanda sopra ogni uomo e ne controlla ogni azione. Secondo la mitologia dei pigmei, il primo uomo e la prima donna, di nome Ntaum e Rae, ebbero origine da due uova ditartaruga oppure Kvum li creò soffiando in una noce di cola.

Uno dei principali problemi che i Pigmei devono affrontare è la mancanza di riconoscimento dei loro diritti territoriali.Molte comunità vengono sfrattate illegalmente nel nome della conservazione dell’ambiente. Nel Camerun sud-orientale, ad esempio, gran parte della terra ancestrale dei Pigmei Baka è stata trasformata in parchi nazionali oppure assegnata a società che organizzano safari di caccia.

Domanda: come erano chiamati i Pigmei, per la loro bravura , dagli antichi Egiziani?

Le Domus de Janas

Risultati immagini per immagini domus de janas

Risultati immagini per janas

Risultati immagini per janas fate sarde

Le Janas sono creature immaginarie della tradizione popolare sarda, donne minute  un po’ streghe e un po’ fate, sia gentili che birichine. Molto più piccole degli esseri umani e in qualche modo sono una versione sarda degli elfi.

Erano creature per niente spirituali, ma demoni nel senso greco del termine, in altre parole esseri a metà strada fra il mondo umano e quello divino. La loro piccola taglia permetteva loro di vivere nelle “Domus” che sarebbero piccoli alloggi costruiti nella roccia.

Le Domus sono in realtà delle caverne funerarie scavate nella roccia da antiche civiltà sarde più di 5.000 anni fa  per  seppellire i loro morti. Le caverne sono posizionate una accanto all’altra  in grande  numero  fino a a formare necropoli che potevano ospitare fino a un centinaio di corpi.

I corpi venivano depositati in posizione fetale accanto agli oggetti che si credeva fossero necessari per il viaggio verso l’aldilà. Forse i morti venivano  posizionati in quel modo  dopo essere stati lasciati all’aperto e quando di loro rimaneva solo lo scheletro.

Le “Domus de Janas” sono la perfetta miniatura, in quanto  grandi piu’ o meno la metà, delle case di questa antica civiltà perchè così anche i morti avevano una loro casa dove abitare. Allora si credeva molto nella rinascita dopo la morte e pertanto i corpi venivano pitturati di ocra  rosso poichè il colore rosso rappresentava il sangue che avrebbe riportato il defunto alla vita.

Sembra che le Domus de Janas appartenessero ad un popolo che non aveva niente a che vedere con le altre culture precedenti e che forse risaliva al 3.500 a.C. dedito al lavoro nei campi e molto tranquillo. La loro religione era basata sulla natura e le sue varie manifestazioni. Il Toro ed il Bue venivano adorati e rappresentavano la virilità e la fertilità mentre la Luna rappresentava la “Dea madre” al femminile.

Domanda : come venivano ornate spesso le pareti delle domus de Janas?

VI – Giove il pianeta gigante

Risultati immagini per giove pianeta

Immagine correlata

Risultati immagini per giove pianeta 

Giove è il quarto oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole, la Luna e Venere. E’ un pianeta gassoso, infatti la sua densità è molto minore di quella della Terra.

E’ composto per tre quarti da un grande corpo di idrogeno liquido, circondato da una atmosfera densa di idrogeno, elio e metano, quindi se atterrassimo su Giove vi sprofonderemmo dentro. Probabilmente all’interno c’è anche un nucleo centrale roccioso.

E’ il pianeta più grande del Sistema solare e con il suo diametro di 142.984 km occuperebbe quasi la metà dello spazio che separa la Terra dalla Luna ed è per questo che ha preso il nome del dio dell’Olimpo.

È un gigante gassoso circondato da anelli, satelliti e da una famiglia di comete. Su Giove i venti soffiano alla velocità di centinaia di chilometri al secondo e la grande macchia rossa che si vede dalla Terra è una perturbazione atmosferica

 Il pianeta fa un giro completo attorno al Sole in circa 12 anni terrestri, quindi un anno su Giove dura come 12 anni terrestri, ma per compiere un giro su sé stesso il grande pianeta impiega solo 10 ore. Giove è circondato da due anelli, da satelliti e da una famiglia di comete.

Attorno a Giove si possono vedere alcune bande scure. Si tratta di sistemi nuvolosi a strisce: è il calore sprigionato dal nucleo del pianeta, ancora incandescente, a far salire i gas dell’atmosfera che successivamente si raffreddano e ricadono verso il basso.

Giove è un pianeta molto nuvoloso e ventoso e a volte i vanti viaggiano a  650 km all’ora. I venti sono così forti anche perché il pianeta gira su sé stesso molto rapidamente e soffiano più velocemente all’Equatore che vicino ai Poli.

E’ circondato da campi magnetici intensi che vicino alla sommità delle nubi superano il campo terrestre di oltre 20 volte. Il campo magnetico del pianeta è invertito rispetto a quello terrestre, per cui le nostre bussole su Giove indicherebbero il sud e non il nord.

Molte sono le macchie rotondeggianti che si possono osservare sul grande pianeta, ma la grande macchia rossa di Giove potrebbe contenere comodamente la Terra. Questa macchia è in realtà una tempesta gigante e permanente che si muove alla velocità di un metro ogni secondo, verso est o verso ovest, senza mai spostarsi a nord oppure a sud.

Possiede molti satelliti, oggi si parla di 67, e i primi ad essere individuati hanno ricevuto i nomi mitologici di Io, Europa, Ganimede e Callisto. In onore del loro scopritore sono detti satelliti galileiani, ma prendono anche il nome di satelliti medicei perché Galilei li dedicò a Cosimo II de’ Medici, granduca di Toscana.

Io, Europa, Ganimede e Callisto hanno caratteristiche tra loro molto diverse. Su Io, per esempio, gli astronomi hanno evidenziato l’esistenza di montagne alte decine di chilometri e di potenti vulcani attivi che lanciano nello spazio ingenti quantità di zolfo. Europa è invece ricoperto di ghiacci e non è escluso che sotto tutto quello strato ghiacciato si nasconda acqua allo stato liquido e forse qualche forma di vita.

Domanda: il sistema di anelli di Giove è stato il terzo sistema di anelli planetari ad esser stato scoperto nel sistema solare, dopoquello di Saturno e di Urano. Gli anelli furono osservati solamente in quale anno?