Adolescenti omicidi

Risultati immagini per adolescenti uccidono i padri

Parricidi e matricidi da parte di adolescenti nascono nel contesto familiare che dovrebbe essere il luogo degli affetti e, proprio mentre la tv propone spot di famiglie armoniose, vengono invece a galla risentimenti, inadeguatezze, umiliazioni e rivalse.

Ogni percorso familiare è una storia a sé ma  questi episodi sono accomunati da un filo rosso: l’analfabetismo dei sentimenti cioè l’incapacità di riconoscere e gestire i sentimenti, soprattutto quelli negativi.

Oggi educare è divenuto  sempre più complesso e gli atteggiamenti dei ragazzi diventano sempre più trasgressivi e, attraverso l’abbigliamento, il taglio dei capelli, il piercing, i tatuaggi ed altri dati esteriori, rimarcano le loro differenze rispetto agli adulti. Questi modi di proporsi accrescono le difficoltà di mantenere un canale comunicativo intergenerazionale.

Dare regole è necessario per offrire un sostegno adulto in grado di affiancare i ragazzi nella loro crescita. Perché di regole e di limiti gli adolescenti hanno bisogno, nei forti cambiamenti biologici ed emotivi e nelle travolgenti altalene emozionali legate alla crescita e al processo di transizione verso un’età adulta dai contorni ancora indefiniti.

Sono necessarie non imposizioni indiscusse, ma “guide” affettuose e autorevoli per rimanere un punto di riferimento educativo anche se spesso è molto difficile per i genitori affrontare fenomeni complessi quali il bullismo o l’uso di alcool e sostanze stupefacenti.

L’educazione emotiva è quindi il primo passo e significa innanzitutto porsi nelle condizioni di saper ascoltare, riconoscere ed  esprimere la propria vita emotiva. E soprattutto implica la capacità di assumersi la responsabilità delle scelte che si compiono in conseguenza di ciò che si prova.

Il vero nodo non è quello di provare un sentimento anche ostile, violento, negativo, rancoroso, ma quello di riuscire ad ascoltarlo, a riconoscerlo, a cercare di scoprirne il senso e quindi di scegliere e decidere il comportamento conseguente.

Gli adolescenti che hanno effettuato degli omicidi sono caratterizzati da alcuni aspetti psicologici: sentimento di ingiustizia subita, anomalie nel processo di apprendimento, bassa soglia di frustrazione, incapacità di svolgere un ruolo, assenza di sentimento comunitario, incapacità di autocritica, bisogno di gratificazione immediato, aggressività sessuale, impulsività, volontà di essere punito e comportamento nevrotico.

I genitori dovrebbero cercare di leggere ed interpretare tali segnali e dovrebbero impartire  ai propri figli un’educazione non competitiva ma affettiva che contempli il saper dire di no, ma anche permettere loro di sbagliare, tenendo fermo che l’adolescenza è una fase evolutiva ed  è sempre stata conflittuale e caratterizzata dallo scontro generazionale tra figli e genitori.

Per quanto riguarda i genitoricidi, ad essere stati uccisi per mano dei propri figli sono stati, nella maggior parte dei casi i padri (6 nel 2009 e 14 nel 2010). I matricidi, invece, sono stati 8 nel 2009.

Domanda: quanti matricidi sono stati commessi nel 2010?

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