La paura

 

 

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La paura è un momento emotivo molto forte ed intenso che si scatena quando si ha la percezione di un pericolo reale o non. E’ una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana sia a molte specie animali.

La paura è un’emozione governata prevalentemente dall’istinto ed ha come obiettivo la sopravvivenza dell’individuo in una presunta situazione di pericolo che rappresenta un possibile rischio per la propria incolumità e di solito è accompagnata da un’accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche di difesa.

La paura è una emozione che permette di  strutturare il mondo e aver paura spesso salva la vita perchè si evitano  rischi inutili anche se  non bisogna vivere sempre spaventati.

Se si è in grado di  controllare certe situazioni, la paura si allenta e la ragione riesce ad intervenire con soluzioni idonee. Invece in certe situazioni la paura finisce per essere terrore, soprattutto quando si pensa di non avere vie d’uscita.

Bisogna imparare fin da piccoli a valutare i modi per fronteggiarla infatti quando un bambino è molto piccolo si affida alle sue figure di attaccamento poi  crescendo deve imparare a contare su sé stesso.

Quando si ha paura il sangue fluisce verso i grandi muscoli scheletrici, ad esempio, quelli delle gambe, rendendo così facile la fuga e al tempo stesso facendo impallidire il volto, momentaneamente meno irrorato ed  il corpo si immobilizza,  anche solo per un momento, forse per valutare se non convenga nascondersi.

I circuiti dei centri cerebrali preposti alla regolazione della vita emotiva scatenano un flusso di ormoni che mette l’organismo in uno stato generale di allerta, preparandolo all’azione e fissando l’attenzione sulla minaccia che incombe per valutare come reagire.

In realtà tutte le paure originano da quella paura fondamentale, dalla consapevolezza che  un giorno moriremo. Bisogna tentare di mantenere un pizzico di quel senso di onnipotenza che appartiene ai bambini perchè un bambino pensa di non morire.

Così come ci sono tante forme di paura, ci sono altrettante forme di coraggio. È necessario che la paura sfoci nel coraggio,perché il coraggio è qualcosa di calcolato e non sempre si manifesta nello stesso modo. Valutando la situazione, si può attuare una forma di coraggio che consista nel prendere immediatamente un’iniziativa o la capacità di saper aspettare il momento giusto per reagire.

Ogni età ha le sue paure. Il neonato alla nascita ha paura dei rumori forti, del dolore, ma, provenendo da un luogo buio, non ne ha paura. Intorno ai due, tre anni comincerà ad avere paura del buio , perché capisce che al buio ha un minore controllo della realtà. Quindi ha la paura non del buio, ma nel buio. All’età di due o tre anni non ha ancora paura dei mostri perchè  per rappresentarseli ci vuole una fantasia che ancora non c’è.

A quattro o cinque anni, il bambino comincia già a avere paura dei fantasmi,dell’uomo nero e così via e incomincia a sentire a farsi una prima idea della morte, soprattutto in caso di morte di una persona che lui conosce o anche di un animale a lui caro. A sette o otto anni può cominciare ad averepaura degli incidenti o dei ladri.

Un adolescente invece sviluppa paure inerenti al suo rapporto con gli altri. Deve essere più autonomo e fronteggiare tutta una serie di situazioni sociali e quindi spesso ha paura di fare brutta figura . Si tratta di paure sociali per un ambiente che ancora non controlla bene, perché anche in questo ambito bisogna acquisire delle competenze.

L’esperienza insegna, anche se talvolta è traumatizzante. Dopo una grande paura più si lascia passare il tempo, più c’è il rischio che s’ingigantisca a causa della nostra immaginazione. È questo che ci differenzia dagli animali, perché mentre loro vivono nel presente rispondendo istintivamente a uno stimolo, gli uomini hanno la capacità di rielaborare mentalmente le esperienze, di collegarle tra loro o di ingigantire un problema.

La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni che sono vissute dal  con profondo disagio. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l’espressione di uno stato mentale.

Domanda: come sono chiamati i fenomeni di modifica comportamentale permanente?

3 pensieri su “La paura

  1. Fobie?
    Io ricordo quando ero piccola che quando una minaccia mi spaventava come prima reazione mi paralizzavo, poi scappavo veloce come un fulmine, tipo una volta quando mi ha inseguito un cane, un’altra volta un’oca o anche quando stavo compiendo qualche misfatto e sentivo i genitori avvicinarsi (nel caso dei genitori restavo paralizzata e basta), proprio come descritto nel tuo post.
    Certo, queste reazioni fisiche e ormonali mi fanno pensare a quanto e su quanti livelli diversi le emozioni abbiano interferito la nostra evoluzione e a quel fenomeno per cui nell’individuo si ricapitola l’evoluzione della speci… è davvero affascinante.

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  2. Sì sono sindromi fobiche o maniacali. Le emozioni e l’istinto di sopravvivenza effettivamente hanno governato il nostro corpo e determinato il modo di pensare. Io da piccola una volta sono quasi stata aggredita da un cagnone furibondo e per istinto mi sono appiattita contro ad un muro fino a quando, almeno venti minuti dopo, non se n’è andato. Ho visto subito che appena mi muovevo o parlavo mi veniva sempre più sotto e ringhiava di più.E’ stato pauroso da morire e poi sono arrivata a casa in un secondo e mezzo…….
    L’unica cosa che non ho mai capito è perchè così motivato a mordermi non l’abbia poi fatto.Mi piacerebbe chiederlo a qualcuno che conosce bene il modo di fare dei cani.

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