Olocausto e Shoah

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Con il termine Olocausto, che deriva dalla lingua greca e significa “tutto(olos) bruciato(kaustos)”, si intende lo sterminio, sistematico e programmato, di circa 15 milioni di persone ritenute “indesiderabili” che fu portato avanti dal regime nazista tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
 La parola Shoah si riferisce invece specificatamente al genocidio ebraico durante il quale morirono circa 6 milioni di ebrei europei, di ogni sesso ed età, appartenenti a qualunque classe sociale.
 Durante il nazismo, quindi, non vennero perseguitati soltanto gli ebrei, ma anche altre persone o gruppi etnici “non ariani”, quindi ritenuti inferiori, inutili e indesiderabili; rientrano nel genocidio nazista gli zingari (Rom e Sinti), i polacchi, alcune popolazioni slave, i disabili, i testimoni di Geova, gli omosessuali, gli oppositori politici e tutti coloro che rappresentavano una minaccia per la purezza della razza ariana.
 Una volta salito al potere Hitler emanò le leggi di Norimberga (1935) con cui gli ebrei tedeschi furono esclusi da ogni aspetto della vita sociale: vennero licenziati dagli impieghi statali, furono costretti a cedere le loro attività economiche e non poterono più praticare la professione medica, l’avvocatura, etc.
 La possibilità di salvezza per gli ebrei si arrestò quando molte nazioni non furono più in grado o non vollero più accogliere i profughi provenienti dalla Germania: paesi come la Francia, l’Inghilterra e Stati Uniti, infatti, inasprirono proprio in quegli anni le leggi sull’immigrazione.

Dopo l’invasione della Polonia, il programma di sterminio subì una svolta crudele: i dirigenti nazisti avviarono il loro piano di sterminio di massa e crearono dei ghetti cioè dei quartieri o delle zone cittadine in cui gli ebrei venivano rinchiusi attraverso l’innalzamento di mura o recinzioni.

Nei ghetti a causa del sovraffollamento, della fame, delle malattie e delle violenze operate dai nazisti il tasso di mortalità fu altissimo. Dal ghetto si passò poi alle deportazioni di massa  e il regime di uccise migliaia di ebrei polacchi in esecuzioni sommarie di indicibile crudeltà.
 Nella famosa “notte dei cristalli”, avvenuta fra il 9 e 10 novembre del 1938 vennero bruciate moltissime sinagoghe, distrutti più di 800 negozi ebraici (per questo si chiama la notte dei cristalli, per le vetrine mandate in frantumi) e furono incendiate numerose abitazioni. In quella notte morirono molti cittadini ebrei e circa 20 mila furono subito deportati nei campi di lavoro.

Il 18 Agosto 1841 fu deciso che tutte le persone di razza ebraica dovevano essere contrassegnate dalla stella gialla di David appuntata sul petto, in modo che fossero immediatamente riconoscibili dalla Gestapo.                                                                                    Nel frattempo venivano costruiti nuovi campi e il più famigerato fu Auschwitz, dove per la prima volta avvennero gassazioni su larga scala e dove venne messo a punto lo Zyklon-B, un gas micidiale che poteva uccidere anche 650 persone alla volta.

Fondamentale fu l’efficientissimo sistema di trasporto ferroviario tedesco: i deportati venivano ammassati su treni-bestiame senza finestrini, rinchiusi per giorni senza acqua ne’ cibo e trasportati prima a Birkenau, un campo di smistamento, e poi ad Auschwitz.
Nel giugno del 1942 iniziarono i rastrellamenti e le deportazioni da paesi come Francia, Belgio, Olanda, verso il campo di sterminio di Auschwitz.
Coloro che non morivano durante il viaggio, una volta giunti al campo, venivano selezionati dai nazisti: coloro che potevano essere utili venivano tatuati e impiegati in lavori durissimi, mentre coloro che non potevano lavorare o perché troppo piccoli o troppo anziani, o perché deboli, malati, etc., venivano subito avviati verso le camere a gas.
Dopo lo sterminio pressoché totale degli ebrei polacchi e tedeschi, i nazisti procedettero con gli ebrei ungheresi, francesi, belgi, greci, italiani, etc. Solo ad Auschwitz vennero uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.
 L‘avanzata sovietica sul fronte orientale costrinse i nazisti a radere al suolo molti campi di concentramento per evitare la liberazione dei prigionieri. I detenuti, se in grado di camminare ed affrontare uno spostamento, vennero costretti alle famigerate “marce della morte“: lunghi e terribili viaggi verso altri campi di sterminio situati più a ovest; i deboli e i malati, invece, venivano uccisi in esecuzioni sommarie o abbandonati a se’ stessi.
Le marce della morte continuarono fino al 7 maggio del 1945 quando l’esercito tedesco si arrese incondizionatamente agli Alleati.
Dopo l’Olocausto molti dei sopravvissuti vennero trasferiti nei campi profughi gestiti dalle forze alleate. Da qui vennero organizzati i trasferimenti verso altri paesi o verso la terra di origine.Tra il 1948 e il 1951 circa 700 mila ebrei emigrarono in Israele, altri negli Stati Uniti o in altre nazioni del mondo.
Domanda: quando chiuse l’ultimo campo profughi?

4 pensieri su “Olocausto e Shoah

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