Società del Casino

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Al pari che in altre città, nata nel 1788 come ritrovo esclusivamente nobiliare bolognese, la Società del Casino (che non aveva ancora questo nome) non era granché differente da un ritrovo privato, organizzato e gestito da qualche famiglia in vista nei propri saloni di rappresentanza. Solo dal 1810 vi fu ammessa anche la borghesia.

Venivano organizzati, oltre ai giochi di società (il gioco delle ombre e il tarocco) balli, balli in maschera e rappresentazioni musicali e teatrali.

Dopo il 1848 la politica entrò con forza nel circolo e le feste presero un carattere patriottico che non poteva rimanere esente dal controllo poliziesco e pertanto il circolo chiuse nel 1854.

Le sedi  furono :

  • il Palazzo Casali in via Miola all’angolo con via Castiglione (ora via Farini 24-26).
  • Palazzo Rossi al numero 90 di via Santo Stefano (ora 33)
  • palazzo Panzacchia, al numero 95 (ora 45) di via S.Stefano
  • palazzo Lambertini ex Vizzani: un appartamento al piano nobile del palazzo al numero 94 (43 nella moderna numerazione) di via Santo Stefano. Qui l’appartamento affittato dal Casino consisteva di undici stanze al piano nobile, più una sala a pianterreno. Oltre all’ingresso, dove fu sistemata la “bottiglieria”, e all’attigua stanza dei camerieri, una fuga di sei camere portava alla sala grande, una delle più ampie di Bologna . Annesse alla sala grande c’erano una saletta e una camera con accesso anche autonomo, destinate a residenza della Direzione. Nel 1813 si allargò la sede affittando altre due camere e una galleria. L’ingresso era sotto il portico che si affacciava sulla piazzetta di San Biagio (ora comunemente detta “Garganelli”), ma carrozze e portantine potevano entrare dal cortile che si apriva di fianco sull’attuale via Rialto.
  • palazzo Pepoli in piazza del Francia
  • palazzo Zagnoni di via Castiglione 16
  • palazzo Amorini Bolognini in Pzza S.Stefano

Gli Statuti della Società del Casino prevedevano dal 1810 due Accademie di Poesia annuali, una nel mese di giugno e una a dicembre.  Erano basate su un “argomento interessante e dilettevole” e la lettura dei componimenti poetici era intervallata da concerti musicali. Per i più meritevoli era proposta la stampa. Nel 1819 si costituì l’Accademia Felsinea, in parte autonoma, che gestì da allora gli incontri poetici della Società . Tra gli ospiti oltre a  oratori, improvvisatori e poeti in gran parte dimenticabili, vi fu anche Giacomo Leopardi: che il 27 marzo 1826“in presenza del Legato e del fiore della nobiltà bolognese vi recitò l’Epistola al Conte Carlo Pepoli.

La società rinacque soltanto nel 1863 ma con il nome cambiato.

Domanda: con quale nome rinacque l’associazione?

2 pensieri su “Società del Casino

  1. Domino club (ma non vale, l’ho cercato su google perché ero troppo curiosa!). Sei stata velocissima! E’ interessantissima la storia di questa società perchè si intreccia con l’epoca napoleonica, la successiva fase di Restaurazione e spinte indipendentiste, pur essendo alla fine una associazione con fini di divertimento. Forse quelle ragazze col vestito corto erano cantanti… E probabilmente all’epoca di Leopardi la sala era nel palazzo Amorini Bolognini in via Santo Stefano.
    Nella pagina viene citato anche il Palazzo Brun (ex Palazzo Ghisilieri) che durante la seconda guerra mondiale fu quasi completamente distrutto da un bombardamento (era diventato un hotel).
    Comunque Domino club non mi piace come nome considerata tutta questa storia!

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  2. Sì la storia di questa società è molto interessante perchè si incrocia fortemente con le vicende politiche e perchè rappresenta una città che coltiva con impegno l’aspetto culturale anche se dedicato ai ceti sociali più alti. Aveva avuto fino a 700 soci e quando chiuse ne aveva circa 400 ma tutti avevano la facoltà di invitare altre persone agli eventi e i concerti duravano da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Però se ne è perso persino il ricordo………Hai ragione il nome Domino club è di poco fascino!

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