Il magico potere del riordino

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Autrice: Marie Kondo . E’ una specialista giapponese nell”arte del riordino”

Casa Editrice: Vallardi

Quando un’alba sorgerà e ci sorprenderà nella condizione di poter gettare via tutte le carte burocratiche, che conserviamo con apprensione in copiosi faldoni, forse noi saremo ormai tutti androidi o cyborgs.

Quando saremo nella predisposizione d’animo di inginocchiarci sul pavimento di casa per ringraziare tutti gli oggetti, vestiti compresi, di averci servito per tutto il giorno forse, invece, potremmo sognare di essere diventati  un po’ più umani.

Unica zona d’ombra il profondo senso di inadeguatezza e di mancanza di stima personale che è stata la molla per la creazione del “metodo Kondomari”.

Per il resto la lettura del saggio è stata una parziale pulizia virtuale della mente e non smetteremo comunque di ringraziare l’autrice di esistere.

Consigliato: assolutamente sì.

4 pensieri su “Il magico potere del riordino

  1. Oggi scherzando con una mia amica che ne è fan, ho definito questo libro “il metodo giapponese per l’infelicità e la nevrosi”… 😉 Per fortuna questa moda è già stata soppiantata da un’altra moda… quella del metodo danese… Ma vivere senza manuali…? 😛

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  2. Beh più che il metodo per l’infelicità il problema è che parte proprio dall’infelicità e dal senso di inadeguatezza e di mancanza di stima personale dell’autrice stessa. In effetti è un metodo giapponese che ha poco in comune con il nostro modo di vedere. Comunque i manuali possono essere uno stimolo, in questo caso per chi tende all’accumulo, ma mai prenderli troppo sul serio…….

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  3. Sì è vero, possono aiutare se presi anche col giusto distacco. Qualche spunto utile possono darlo. Spesso ho notato, come tu sottolinei in questo caso per la Kondo, che chi scrive un manuale propone una soluzione per un problema da cui è afflitto lui. Esempio: per un periodo un mio amico si era fissato con quel tipo di manuali che servono per potenziare l’autostima, per avere successo e così via (molto american stile). Per curiosità li lessi anch’io. Be’, tutti cominciavano più o meno con la stessa premessa da parte dell’autore: era un tipo pieno di problemi e con zero autostima e poi ecco che un giorno ha svoltato e ce l’ha fatta e adesso, non contento, vuole trasmettere a tutti il verbo. Peccato che molti di quei problemi con soluzioni che venivano proposti erano viziati dalle fragilità personali dell’autore in questione, anche se il fatto di presentarli in forma di manuale faceva sì che venissero esposti con sicumera (ma sotto sotto la fragilità si percepiva). Insomma, chi è ordinato di suo non ha bisogno di imporsi quel metodo così rigido, tanto per tornare alla Kondo.

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